venerdì 28 novembre 2014

Filosofia



Guardare con occhi che non cercano; guardare disposto a farsi sorprendere; guardare e scoprire che all'improvviso un'idea si è affacciata aprendo una nuova visuale che ai più sfugge. Questa è la fotografia come la intendo io, contro tutto i tecnicismi esasperati che ingabbiano lo sguardo e lo ingessano in regole assurde. Fotografo da strada, dell'improvvisazione, che vuole sincronizzare emozione e immagine, dell'imprevedibile perchè la vita è così. Fuori dagli schemi del bello e del perfetto, rivolto e mosso dalla soggettività totale.
Ho buttato i manuali e ho cominciato a guardare le fotografie dei grandi e poi ho provato a vedere il mondo come i loro occhi mi hanno insegnato.






Ho fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare.Daniel Pennac
 

domenica 15 aprile 2012

Statue che raccontano storie

Lo sguardo
Le statue e le sculture in generale mi hanno sempre affascinato. Le considero come modelli ideali, disponibili, segreti, capaci di offrire la loro anima solo a chi sa guardale. In un gioco di prospettive e punti di vista è possibile, allora, raccontare in uno scatto queste storie congelate o, almeno, illudersi di farlo. Ogni scatto è un suggerimento per immaginare una storia, capace di creare una suggestione che nasce proprio dalla particolare prospettiva della singola foto. In fin dei conti le fotografia (laddove smettono di essere documentaristiche), proprio come la poesia, devono essere in grado di evocare qualcosa nell'osservatore.
Ho provato a fare tutto questo in una serie di scatti che potete vedere cliccando sul titolo dell'immagine.